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"Documentario turistico-anatomico, ma senza sorprese: si tratta di paesaggi cartolineschi e a portata di seicento, nonché di una uggiosa passione coniugale fra due giovani grassocci e visibilmente annoiati dai continui spogliarelli. C'è anche una trama gialla, per chi non sia troppo attaccato alla logica cartesiana." | Anonimo - Cinema Nuovo 194 - Agosto 1968 |
"Il dolce corpo di Deborah è un "giallo" confezionato secondo il meccanismo di certi thrilling all'americana e con qualche eco del Clouzot più nero e macabro. E s'intende che la conclusione rovescia le previsioni degli spettatori meno smaliziati. Romolo Guerrieri ha diretto il rebus non senza abilità e bravura tecnica, distribuendo con cura gli effetti per dare nella prima parte la preferenza a morbide sequenze erotiche e nella seconda a ripetuti colpi di scena, tanto più riusciti quanto meno attendibile è il disegno psicologico dei personaggi principali. Carrol Baker, fantasiosamente vestita e più spesso svestita, sopporta con rassegnazione gli spaventi della funesta avventura; ambigui quanto lei, o anche di più, il suo compagno Jean Sorel, Evelyn Stewart, George Hilton e Luigi Pistilli." | V. - Il Corriere della Sera - 28/04/1968 |
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