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"Soltanto fino a un certo punto Perché si uccide un magistrato si apparenta ai film di Damiani più civilmente impegnati […]: al punto cioè in cui un “colpaccio”, del resto efficace ai fini dello spettacolo, ne sposta la prospettiva di “denuncia” in tutt’altra dimensione. Ora non si nega che il coefficiente romanzesco-privato continui ad avere la sua parte nella nostra vita :i dubbi, nel caso specifico, vertono se mai sulla saldatura dei due toni. […] Ma tali sforzature giovano poi alla compatezza e alla presa dello spettacolo, cose alle quali un Damiani piuttosto corrivo nel resto, deve avere soprattutto badato, e con buon successo. Com’è bella la Fabian con quegli sguardi lunghi che sono soltanto suoi ! " | L.P. (Leo Pestelli) - La Stampa - 14/02/1975 |
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